{"id":358,"date":"2010-03-04T19:53:16","date_gmt":"2010-03-05T02:53:16","guid":{"rendered":"http:\/\/194.242.232.59\/~cm12erni\/?p=358"},"modified":"2024-05-16T03:52:11","modified_gmt":"2024-05-16T10:52:11","slug":"boville-ernica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cm12ernici.it\/?p=358","title":{"rendered":"BOVILLE ERNICA"},"content":{"rendered":"<h2><strong><strong><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"Boville\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.cm12ernici.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Boville-300x260.jpg\" width=\"200\" height=\"173\" \/><\/strong><\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.comune.boville-ernica.fr.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sito internet del Comune<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Boville Ernica \u00e8 posta a cavaliere fra la valle del Sacco e quella del Liri. Dal colle ove sorge il centro storico si osserva un vasto panorama dell\u00edintera zona centra le della provincia di Frosinone.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Storia<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nome attuale \u00e8 stato assunto nel 1907, mutando il medioevale Bauco, nome con il quale continua ad essere chiamata da gli abitanti del paese e da molti anziani. Si \u00e8 adottato il nome di Boville Ernica volendo riprendere la denominazione di un\u00edantica citt\u00e0 che sarebbe sorta nell\u00edambito del territorio comunale, Bovillae, e, per distinguerla da un\u00edaltra omonima, gi\u00e0 esistente nell\u00edarea dei Colli Albani, si \u00e8 aggettivata Ernica poich\u00c8 sorge alle estreme propaggini del territorio abitato nel passato dagli ernici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bovillae deriverebbe il suo nome dal culto per il dio Bove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resti archeologici sono stati rinvenuti in pi\u00f9 occasioni: un muro poligonale di terrazzamento, nella cui area \u00e8 stata trovata una stipe votiva e diversi ex-voto (III secolo a. C. circa), un altro lungo muro e alcuni tratti che fanno pensare alla spianata di una villa romana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino al 1907 si chiamava Bauco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abitanti: Bovillensi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Festa patronale: San Pietro Ispano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frazioni e localit\u00e0: Area Castello, Casavitola, Colle Piscioso, Panicelli, San Lucio, Santa Liberata, Scrima<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comuni limitrofi: Monte San Giovanni Campano, Ripi, Strangolagalli, Torrice, Veroli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Distanza da Frosinone Km. 17<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Autostrada: A1 Frosinone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla luce di quanto sino ad ora scoperto, si pu\u00f2 ritenere che il territorio dell\u00edattuale Boville sia stato popolato dai volsci e dai romani; di questi ultimi si trovano tracce piu consistenti lungo le strade che da Veroli conducevano a Casamari e Sora. Il ritrovamento nel 1941 di un sarcofago cristiano in contrada Sacco, contenente resti umani, ha fatto pensare ad una precoce presenza del Cristianesimo nel luogo. Il sarcofago, attribuibile all\u00edera costantiniana, proviene, forse, da un picco lo cimitero o da una cappella cristiana a fianco di una villa rurale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli storici locali sostengono che gli anti chi insediamenti furono devastati dalle incursioni barbariche e che gli abitanti, dopo il tentativo di costruire un nuovo abitato a valle del Colle del Fico, in localit\u00e0 Sasso, si sarebbero orientati a popolare l\u00edattuale collina ove sorge il centro storico di Boville.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sito fu fortificato con un\u00edimponente cinta muraria, e, grazie alla sua posizione, dette vita ad un abitato duraturo nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intorno al Mille, la stabilizzazione dell\u00edinsediamento \u00e8 confermata dalla presenza di una consistente organizzazione religiosa: le Abbazie di Montecassino e di Subiaco possedevano sei chiese (cinque la prima, una la seconda). A partire dal Duecento anche i cistercensi della vicina Casamari ebbero una loro chiesa e, forse, un convento dentro la cinta urbana. Dal vescovo di Veroli dipendevano cinque parrocchie e un lebbrosario, la cui chiesa fu dedicata a San Leonardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Malgrado la imponente fortificazione, il Castello di Boville \u00e8 stato saccheggiato, incendiato e conquistato pi\u00f9 volte: nel 1155 da Guglielmo il Malo, nel 1170 dall\u00edesercito del Barbarossa, nel 1186 da Enrico VI e poi, nel 1194, dalle truppe guidate da Eugenio di Rochemburg. Il motivo di tante battaglie si pu\u00f2 attribuire alle lotte del papato con il regno meridionale e con l\u00edimpero e alla particolare posizione del paese: un castrum sorto verso i confini, lungo la strada che collegava le terre papali con quelle del regno di Sicilia. Nel 1204 i bovillensi riuscirono a sventare un assalto delle truppe imperiali e sorane guidate da Konrad von Marley. Col favore della notte gli assalitori penetrati entro le prime difese, si accingevano a superare la seconda cinta interna, quando vennero scoperti e respinti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u00edepisodio gli storici fanno discendere un singolare privilegio concesso al castello: la possibilit\u00e0 di avere un governo autonomo dal potere centrale. Papa Innocenzo III decret\u00f2 che Bauco fosse governato dai rappresentanti delle principali dodici famiglie. A rotazione, ogni nove mesi, una famiglia delegava un vicario che amministrava la giustizia civile e penale, oltre a governare la comunit\u00e0. A questa forma di governo, che \u00e8 stata definita repubblicana, viene fatta risalire una notevole fioritura economica e sociale, nonch\u00c8 edilizia della cittadina. La concessione papale va collocata entro una pi\u00f9 generale riorganizzazione dello stato pontificio operata dal papa anagnino Innocenzo III, il quale stabilizz\u00f2 una forma di governo tradizionale del regime feudale, quella dei consortes, una sorta di potere locale affidato a milites associati. Tuttavia Boville ebbe propri signori feudali; anche se, nei primi tempi della fondazione, il miles di turno dipendeva dal vescovo di Veroli, dovendogli F\u00cfdelitatem et servitium. Nel Trecento ebbero parte preponderante i Crescenzi, i Caracciolo e poi Luca Spinelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche i Colonna ne ebbero temporaneamente la signoria nel corso del Quattrocento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una certa autonomia di governo deve essere sopravvissuta, fino al Cinquecento, quando anche nello stato dei papi cominciano le prime forme di centralizzazione statale. Intorno al 1583, Gregorio XIII pose definitivamente sotto controllo l\u00edamministrazione locale e i governatori vennero nominati da Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto erano accaduti molti importanti avvenimenti nella storia bovillese, due di questi particorarmente negativi: un terremoto nel 1350 e l\u00edattacco nel 1527 e nel 1556 delle milizie spagnole e dei Colonna. Nel XVI secolo per\u00f2 avvennero notevoli processi di trasformazione sociale e di riassetto urbanistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u00edavvio di tali trasformazioni viene comunemente fatto risalire alla presenza del cardinale Ennio Filonardi, originario di Boville, che fece una rapida carriera nel mondo ecclesiastico romano del primo Cinquecento. I Filonardi costruirono un grande palazzo di famiglia nel luogo ove sorgeva il castello medioevale; poi, in asse con la facciata del castello, tracciarono una breve strada rettilinea, che divenne la principale via del piccolo borgo collinare e, infine, iniziarono il rinnovamento degli edifici delle chiese urbane e rurali. Oper\u00f2 allo stesso modo il vescovo Simoncelli. A lui si deve il palazzo omonimo e la ristrutturazione della Chiesa di San Pietro Ispano, con la costruzione della cappella gentilizia della sua famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso del Settecento si verific\u00f2 una vivace espansione demografica con un incremento del disboscamento per reperire nuove terre coltivabili. Fu anche l\u00edinizio di nuove attivit\u00e0 come la coltivazione del l\u00edolivo e la produzione dell\u00edolio che divenne presto un prodotto tipico della zona, l\u00edintroduzione dell\u00edallevamento del baco da seta e della lavorazione del filo serico. Fra il secolo XVIII e i primi dell\u00edOttocento si apr\u00cf una \u00ecfabbrica di cocci\u00ee, probabilmente un\u00edofficina per la produzione di stoviglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione degli avvenimenti romani e napoletani connessi alla presenza dei francesi rivoluzionari e napoleonici, la popolazione si sollev\u00f2 dando origine a gravi fatti di sangue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Superato il periodo napoleonico, Boville fu coinvolta dal fenomeno del brigantaggio e sent\u00cf poco il processo di unificazione nazionale. Dopo il crollo dello stato napoletano, i domini del papa furono rifugio degli sbandati borbonici. Proprio a Boville ci fu uno scontro tra delle truppe sabaude che avevano sconfinato e un piccolo gruppo di borbonici sbandati. I soldati piemontesi attaccarono i borbonici a Casamari; questi ultimi ripiegarono su Bauco e si trincerarono nella cittadina. L\u00edesercito sabaudo allora assalt\u00f2 il paese, ma venne respinto con perdite. In seguito si ricorder\u00e0 l\u00edepisodio con l\u00edelevazione di un monumento agli sfortunati soldati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo Ottocento vide il declino della lavorazione della seta e delle piante tessili in generale ed un notevole aumento demografico che rese la produzione agricola non pi\u00f9 sufficiente a soddisfare i bisogni della comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo Ottocento, al contrario, \u00e8 ricordato per la massiccia espansione della coltivazione della vite, per la grande produzione di vino e per il tentativo di estrarre il bitume da scisti del sottosuolo. Tuttavia, nonostante la rinnovata vitalit\u00e0 economica, non fu possibile evitare un massiccio fenomeno di emigrazione di abitanti. Gi\u00e0 i bovillesi erano abituati (dal Settecento) all\u00edemigrazione stagionale verso la campagna romana e molte famiglie avevano partecipato ai dissodamenti di nuove terre, nel corso del secolo XVIII, in varie parti del Lazio meridionale. Con l\u00edunit\u00e0 d\u00edItalia, l\u00edemigrazione si diresse prima verso Roma poi verso tutti i paesi che potevano offrire lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Boville fu uno dei luoghi ove i lavoratori presero presto coscienza della loro condizione e della necessit\u00e0 di un\u00edorganizzazione politico-sindacale che contribuisse a migliorare le loro condizioni di vita. Qui sorsero le prime leghe dei contadini: nel 1920 i socialisti si insediarono in comune e nel secondo dopoguerra le organizzazioni leghiste ebbero un notevole ruolo nelle lotte contadine.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.cm12ernici.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/delta-e1268875582306.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" data-id=\"909\" src=\"https:\/\/www.cm12ernici.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/delta-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-909\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.cm12ernici.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/rio2-e1268872224708.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"662\" data-id=\"880\" 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